mercoledì 21 dicembre 2016

Talking...

Sono sempre stata un’amante delle parole. Ritengo che saper parlare in base all’interlocutore che ci si trova davanti, poi, sia una prerogativa di pochissime persone. Si tratta di una particolare forma di empatia, un legame che si instaura nel momento stesso in cui ci si guarda negli occhi. Io sono così. Peso sempre le parole in base a chi ho davanti: mi basta guardare come si muove, dove gira lo sguardo, il tono di voce che usa. Non è un’analisi, è davvero una sensazione immediata: è come se i sensi fossero tesi all’ennesima potenza e il cervello captasse ogni minimo segnale, trasformandolo in impulso. Osservo e mi adatto. Guardo e mi adeguo. E sento, nel modo più assoluto, che questa mia peculiarità mi è d’aiuto in molti casi, soprattutto quando serve la calma, specialmente quando si deve cercare il compromesso. In tante occasioni mi immagino mentre grido in faccia alle persone tutte le cose che sento, senza alcun filtro. Poi, però, penso a quel filtro, che mi permette di ponderare le parole, placare il tono della voce, respirare a fondo ed essere quello che ho sempre cercato d’essere: educata, gentile, tranquilla. Parlare, in questi ultimi anni, dove tutto è amplificato e portato all’eccesso, è sempre più l’arte di saper scegliere le parole o, in alternativa, i silenzi. Non c’è cosa più preziosa di chi, se non ha da dire cose che valgono più del silenzio, riesce a scegliere di tacere.

I’ve always been a words lover. Being able to talk based on the interlocutor is a quality of few people. It’s a particular empathy, a connection that you immediately feel from the first glance. I am like this. I’m always weighting up my words based on the people in front of me: I just look at his/her moves, his/her looks, his/her voice. It’s not an analysis, it’s an immediate feeling: it’s like your senses are to the nth degree and your brain is able to understand every message. I look at and I adapt to. I look at and I comply to. And I’m sure that this feature is helpful, especially when you need to stay quiet and to find compromises. Many times, I imagine myself while I shout out everything I feel, without filters. But then, I think about that filter, able to make me weigh my words and calm down my voice and deeply breath. That filter makes me what I’ve always wanted to be: polite, kind, relaxed. Talking, in these last years where everything is amplified, became the art of choosing the right words or the right moment to say nothing. Nowadays the most precious thing is staying silent if your words are less valuable than the silence itself. 

Sun68 cardigan
Diesel ripped jeans
Prada boots and bag
Burberry scarf

MUSIC: Dream On, Depeche Mode
INSPIRATION: Silence speaks when words can’t (Unknown)

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