lunedì 16 novembre 2015

Stranger

Dopo questo weekend di sangue ci sono poche parole da dire e tante cose a cui pensare. I fatti di Parigi mi hanno toccata nel profondo e non ho potuto fare a meno di chiedermi se quello che dobbiamo temere di più sia lo straniero o piuttosto noi stessi. Siamo capaci di parlare con grande veemenza di libertà, di uguaglianza, di fratellanza e di mille valori positivi che poi, nella realtà, pratichiamo pochissimo. Ma, in fondo, per noi parla la storia: è questa storia millenaria che ci ha portato ad avere certi valori in eredità, ma sono altri coloro che hanno lottato per ottenerli, altri, quindi, che ne possono riconoscere per davvero la profonda importanza. Gli attentati di Parigi dovrebbero insegnarci questo: si deve restare uniti, indipendentemente dalla bandiera che portiamo in mano. Non esistono paesi, non esistono nazioni: esiste l’umanità, un concetto unico come quelli di bene e male. Concetti semplici, da recuperare nell’insegnamento che ci è stato trasmesso da bambini e da rinnovare nei confronti dei nostri figli…

After last bloody weekend, there are few words to say and many things on which we need to reflect. What happened in Paris deeply touched me and I don’t know if we have to be afraid of strangers or of ourselves. We’re able to vehemently talk about the freedom, the equality, the brotherhood and other positive values that, actually, we’re not able to practice. The history talks for us: we got these values from our ancestors, so THEY fought to obtain them and, for these reason, they really know their importance. The attacks in Paris should teach us this thing: we need to stay unified, independently from our flag. There are no countries, no nations: there is THE humanity, a single concept like the ones of the right and the evil. They’re simple concepts and we have to recover them from our childhood if we want to teach them to our sons...


MUSIC: Stranger, Elisa
INSPIRATION: Stranger you look so different some other thoughts fill up your mind (Elisa)

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