venerdì 25 settembre 2015

A story to tell...

Ho una storia da raccontare… Partiamo dall’assunto che non amo chi generalizza: non sono abituata a ragionare per luoghi comuni. Prima di iniziare a portare Vera all’asilo nido, tante persone mi hanno riempito la testa con dei “vedrai dopo” assai poco beneauguranti. A tratti mi sembrava quasi che fossero tutti lì ad aspettare un qualche segno di cedimento, non so se da parte mia o di mia figlia. Beh, dopo 4 settimane di inserimento non sono più certa che questo cedimento debba per forza arrivare. Prima di tutto, mi sono resa conto che non sono preoccupata di perdere la considerazione di mia figlia solo perché ora è al nido: sono la sua mamma e questa cosa non cambia. Vera è felice di andare all’asilo e il suo stato d’animo rende felice anche me: vederla crescere fa sicuramente strano, ma è anche la parte bella dell’essere genitore, perché hai l’onore di accompagnare tuo figlio, passo dopo passo, lungo questa strada che si chiama vita. Ho imparato che i bambini sono innanzitutto persone, ognuna con le proprie esigenze ed il proprio carattere: se non parti da questo caposaldo, è facile sbagliare con loro. Sono tante le cose che dovrò affrontare in questo primo anno d’asilo, ma le affronterò di volta in volta, con tranquillità, senza fasciarmi la testa prima. Un’ultima cosa… Ci tengo a lanciare un messaggio a tutte le mamme che leggeranno questo post: trovate l’equilibro nel rapporto con vostro figlio sulla base del vostro istinto, non di quello che vi dicono gli altri. Rispettate i vostri bimbi come persone, imparando ad ascoltarli. Vogliate bene a voi stesse: non dimenticatevi di dedicarvi qualche momento tutto per voi ogni giorno. Sarete più serene e di questa serenità beneficeranno anche i vostri piccoli!

I have a story to tell… Let’s start saying that I don’t really like who generalizes: I usually use my own brain to reflect. Before starting the nursery school with Vera, many people told me “you’ll see then” like it was a “not well-wishing” message. Actually, it was as if someone was waiting for a yielding, can’t say if from my side or my daughter’s one. Well, after 4 weeks of integration, I’m not sure if I have to wait again for this yielding. First, I’m not worried about losing my daughter’s consideration: I’m her mum and this can’t change. Vera is happy at the nursery school and this makes me happy, too: of course, it’s strange seeing her growing up, but this is also the best part of being a parent, because you have the honor of going along the life’s path with your child. I’ve learnt that children are individuals, with their needs and personalities: if you don’t consider this cornerstone, you can make many mistakes with them. I’ve a lot to face with during the next years, but I’ll deal with it time by time, quietly, crossing my bridges when I’ll come to them. One last thing… I want to send a message to mums who are reading this post: find the right equilibrium with your child based on your instinct, not on other people’s opinions. Respect your child as a person, listening to him/her. Love yourselves: don’t forget to find some moments just for you every day. You’ll be more peaceful and this carefree attitude will be useful for your child!  

Shirt and cardigan: Tommy Hilfiger 
Pants: Re-Hash 
Loafers: Tod’s Gommino 
Leather jacket and scarf: MCS 

MUSIC: Fly, Ludovico Einaudi
INSPIRATION: An idea isn’t responsible for the people who believe in it (Don Marquis)

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