mercoledì 4 dicembre 2013

Ugg addicted

Mi avete scoperta: sono ormai Ugg dipendente. Devo confessarvi un ulteriore peccato: è dal Gennaio 2010, quando sono sbarcata a New York City per la prima volta, che è iniziata questa mia passione. Mi chiedevo, girando per le strade gelide della Grande Mela, come mai ci fossero così tante persone con quegli stivali pelosi ai piedi, che, a mio modo di vedere le cose, non erano affatto belli. Viola, blu, grigi, neri, cammello: un'infinità di colorati piedoni si alternavano per Times Square o per la 5th Avenue come se l'alternativa fosse solo quella. Non ho voluto comprarli all'epoca perché non ero convinta. Quando me ne tornai in Italia, a distanza di qualche mese (tempo di far passare l'estate) ed ecco che la moda Ugg esplode anche qui. Forse maggiormente convinta, mi misi alla ricerca del mio paio, scoprendo, con orrore, che i prezzi italiani erano di molto superiori a quelli americani. Ecco perché, per la seconda volta, rinunciai all'acquisto. Il tempo passò da allora e questa estate, in quel di Boston, mi imbattei in un negozio mono-marca degli Ugg. Ci sono entrata con un po' di emozione, ho provato colore e tipologia che più piaceva a mio marito e sono uscita dal negozio con il mio fiammante, paio di Ugg nuovi. Beh, ecco, con la scatola, a dire il vero, perché il caldo del periodo non permetteva eccezioni. Adesso, dopo anni, ne capisco il valore: puoi anche essere sottozero, ma con gli Ugg ai piedi il freddo non lo senti. Comodi, morbidi, caldi, sono il vero segreto per affrontare l'inverno! Insomma, un grazie al mio (come sempre) furbissimo marito, che riesce a vedere lontano!

Ok, you unmasked me: I'm Ugg addicted. But I have to confess a further sin: since January 2010, when I went for the first time in NYC, I wanted to have a pair of Ugg. I was wondering, hanging around the freezing streets of the Big Apple, why there were a lot of people with those furry boots, not so good-looking, in my opinion. Purple, blue, grey, black, camel: a zillion feet were between Times Square and the 5th Avenue like there were no other options. I did not buy them at that time because I wasn't sure about them. Anyway, when I came back home, after some months the Ugg trend hit also Italy. Maybe because I felt a little bit sure, I tried to find my pair of Ugg, but unfortunately the prices was higher than in America, so, for the second time, I gave up. Some time has passed and last Summer, when I was in Boston, I found a one brand shop of Ugg. I went in and, a little bit thrilled, I tried on the pair and color my husband chose for me and I stepped out from the shop with my first Ugg. Ok, with the box, because at that time it was impossible wearing them (due to the hot temperature). Now, after these 3 years, I completely understand their value: you can also be below zero, but with the Ugg at your feet you can't feel the cold. Comfortable, soft, warm, Ugg are the perfect secret to face the Winter. In other words, many thanks to my (as always) clever husband, which is able to look into the future! 
 
Shirt: Fred Perry
Cardigan: Scee
Skirt: Diesel
Leggings and wool panty hose: Calzedonia
Winter coat: Colmar
Scarf: MCS
Ankle boots: Ugg

MUSIC: Venus In Furs, Velvet Underground
INSPIRATION: Uggs can be as chic as heels for women (André Leon Talley)

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