lunedì 2 dicembre 2013

Let's give up complaining!

Da qualche mese a questa parte, sentire la folta schiera di coloro che si lamentano è diventato per me quasi insopportabile. Il nostro paese sta attraversando una crisi profonda, ma mi accorgo che quelli che reclamano sempre sono quelli che, in realtà, stanno ancora troppo bene. Mia madre mi ha sempre detto che la compostezza del dolore è la misura della sua profondità. Se ci pensate, quando una persona sta veramente male, non ha nemmeno la forza per lamentarsene. Per la crisi è lo stesso: finché a dare aria ai polmoni saranno quelli che tutto sommato stanno bene e che, per fare le loro “preziose” valutazioni, non hanno mai messo il naso fuori dalla porta di casa, troppo impegnati ad assorbire senza pretese le notizie (spesso pilotate) che la televisione offre loro, beh, non andremo da nessuna parte. Per combattere davvero le difficoltà sono convinta che dobbiamo impegnarci nel concreto. Lavoriamo con impegno, paghiamo le nostre tasse, troviamo il modo per aumentare ogni giorno il nostro grado di cultura, attraverso la lettura, l'informazione (quella vera), la ricerca, lo studio. Impariamo a formarci un'opinione sulla base di fatti concreti, di analisi approfondite, non sempre e comunque “per sentito dire”. E puntiamo alla nostra forza, alla nostra eccellenza: siamo Italiani, un popolo di creativi, un popolo di lavoratori, un popolo di arte e storia. Valorizziamo quello che abbiamo anziché mirare alle caratteristiche che ci mancano. Solo così potremo davvero superare qualsiasi ostacolo...

In these last months, listening to the "always complaining about everything"-people is unbearable for me. Our country is facing a deep crisis, but I realize that complaining people are the ones that, actually, are fine. My mother always told me that the pain's grace is the measure of its depth. If you think about it, when someone is really suffering, he/she usually hasn't the force of complaining. For this crisis is the same: as long as people, which are actually OK, keep on moaning, without seeing over their noses, maybe because they're too committed in assimilating news (often run by someone or something) from the TV, well, we can't pretend to really face the problems. To fight this crisis we have to concretely do our best. Let's do our work, let's pay our duties, let's find a way to strengthen our culture, through reading, information (the real one), research, studying. Let's learn to form an opinion based on concrete facts, deepened analysis, not always on hearsay. And let's count on our real strong points, on our excellence: we're Italian, a population of creative talents, workers, a community of art and history. Let's value what we have instead of aiming at what we haven't got. Only in this way we can really ride over...



Sweater: Gran Sasso
Jeans: Diesel
Ankle boots: Ugg
Scarf: Blumarine
Shoulder bag: Pomikaki

MUSIC: The Crisis, Ennio Morricone
INSPIRATION: Successful people recognize crisis as a time for change - from lesser to greater, smaller to bigger (Edwin Louis Cole)

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