mercoledì 9 ottobre 2013

Live it, like it!

In un mondo sempre più incentrato sui social network, mi sono chiesta se tutta questa sovraesposizione sia positiva o meno. Riflettendo su questa cosa, mi sono fatta l'idea che molto dipenda dal tipo di persona che si affaccia sui social. Se questo strumento di comunicazione viene utilizzato in maniera sobria e corretta, infatti, può essere un'ottima finestra per noi stessi, per le nostre attività e per confrontarci con pensieri e opinioni diversi dai nostri. Tuttavia, il confine fra corretto uso ed abuso di un social network è decisamente sottile, e si fa ancora più esile quando chi si approccia al network ha una scarsa apertura mentale. La mia non vuole essere una critica, dal momento che non mi sento nessuno per giudicare, ma constato che quanto più una persona è chiusa nel suo piccolo mondo cibernetico e tanto più è portata ad abusare del social network, creando veri e propri diari pubblici dove l'obiettivo è registrare ogni minima azione (attirando di conseguenza la schiera dei curiosi) o indignarsi per ogni notizia del telegiornale (indignazione che trovo fine a sé stessa perché quasi mai accompagnata da azioni concrete). Alla fine, ognuno usa il social network come meglio crede, anche considerando che siamo in un paese libero, ma personalmente amo il lato più dinamico di queste piattaforme, quello cioè più strettamente legato alla condivisione di immagini e al confronto culturale. Puoi lasciare un pensiero non tanto per il gusto che ti siano chieste spiegazioni, quanto piuttosto per confrontarti sulla base di esperienze differenti e non di pregiudizi millenari. Il look che propongo oggi porta un piccolo messaggio, forse anche grazie al rimando rock della mia T-shirt preferita: impariamo a scuoterci di più nel mondo reale, diventando davvero social nella vita di tutti i giorni. Perché le vere rivoluzioni si fanno nel concreto, non via Internet...

In a world always more frequently based on the social networks, I asked myself if all this overexposure is positive or not. This morning I was just thinking about this; my idea is that it depends on the people involved. Actually, if these instruments are used in a right and sober way, they can be a good window for us, for our activities, and also to discuss with people with different thoughts and opinions. However, there's a fine line between use and abuse, and this line becomes thinner when the people using the social network are not so open-minded. I'm not disapproving, especially considering that I don't think I'm all that, but I can see that the more people are closed in their cybernetic world, the more intense is the social network's abuse; in this way, the platform become a public diary where the goal is to register every single action (so curious people feel almost obliged to ask explanations) and where you can show a lot of scorn (not always matched with focused actions in real life). In the end, everyone can use a social network in the way he/she prefers, because (thank God!) we live in a free society, but personally I love the more dynamic side of these platforms, that's to say the one more linked to pictures sharing and cultural exchanges. You can write a thought not for being asked about it, but just to start a debate based on a different experience rather than on a thousand-year old prejudice. Today's look has a message inside, maybe thanks to the "rock" side of my favorite T-shirt: we have to aim at learning to live, becoming social in our real life. Because the real changes are the one you realize concretely, not via internet... 

Sweatshirt and jeans: Diesel
Sneakers: Hogan Rebel
Scarf: Twin-Set

MUSIC: Baby What's Wrong, Raphael Gualazzi
INSPIRATION: May your life someday be awesome as you pretend it is on Facebook (Anonymous)

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